Al momento stai visualizzando Riace: l’Europa deve ripartire dal suo Sud!

Riace: l’Europa deve ripartire dal suo Sud!

Archivio recuperato. Date, età, incarichi e annunci si riferiscono alla pubblicazione originale, non a un aggiornamento attuale.

In questo contributo Anna Lodeserto mette in discussione la narrazione sempre più diffusa che mira a screditare il coraggioso esempio di accoglienza dei migranti portato avanti dal comune calabrese di Riace dall’inizio del millennio. Tra le promotrici della Carovana di European Alternatives che visitò Riace nel 2014, ci ricorda l’innovazione sociale e politica positiva che Riace ha rappresentato per tante altre città alle prese con lo spopolamento e le sfide delle migrazioni. Il contributo include il cortometraggio sulla Carovana: «L’Europa riparte dal suo Sud».

Cinque anni fa, alla vigilia delle elezioni europee del 2014, sei carovane andarono incontro ai cittadini e ai residenti europei nei loro luoghi di lotta e presso altre iniziative, nel corso di tre settimane intense. Erano una componente fondamentale della campagna alternativa, guidata dai cittadini, realizzata dall’organizzazione per cui lavoravo allora, European Alternatives (EA). In quell’occasione coordinai personalmente due carovane: quella della regione iberica (Spagna e Portogallo @TEC_Iberian) e quella dell’Europa sudorientale (Italia e Balcani occidentali @TEC_South). Entrambe contribuirono a sviluppare uno dei migliori progetti nella storia della rete di EA. I luoghi attraversati, le persone incontrate e le avventure in cui ci trovammo immersi sono ancora presenti nella mia vita, personale e professionale. Alcuni di quei luoghi sarebbero diventati più noti, per molte ragioni, e Riace è tra questi.

Prima della carovana ero già stata a Riace un paio di volte, tra il 2012 e il 2014, per altri progetti europei e campi di lavoro locali.

Nel video realizzato per il progetto «Carovane Transeuropee», Baram Hacar, il primo curdo a stabilirsi a Riace, ci offrì una testimonianza preziosa. Il giorno delle riprese Riace era così tranquilla e assolata che è ancora difficile immaginare i tempi bui degli ultimi giorni. Quando il sindaco uscì dal municipio, non cercava un palcoscenico né visibilità. Sembrava semplicemente preoccuparsi dei nostri bisogni essenziali: che avessimo cibo a sufficienza e una sistemazione adeguata. «Avete da dormire? Avete abbastanza da mangiare?», ci chiese. Era una scena intima, intrisa di tale dolcezza che concordammo con il regista di non inserirla nel montaggio finale, per custodire quel ricordo soltanto per noi.

Alcune delle battaglie combattute prima, durante e dopo quella campagna, dalla riforma del sistema di Dublino all’adozione di una nuova politica europea in materia di migrazione e asilo, potrebbero oggi apparire superate. Il nuovo governo italiano coglie infatti ogni occasione per attaccare e smantellare, con ferocia crescente, quanto resta del sistema di accoglienza dei migranti e dei servizi di integrazione offerti a livello locale, di cui Riace era un modello esemplare. E le contraddizioni continuano: osservatori internazionali e media di tutto il mondo documentano e apprezzano ciò che qui, nel paese stesso, è ancora percepito come un tabù: la portata dell’impatto delle strategie di inclusione attuate da sindaci come Domenico Lucano a Riace. Queste strategie sono riuscite a riaccendere l’economia di ex paesi fantasma del Mezzogiorno, dove per decenni avevano dominato gruppi criminali organizzati. Credo che ciò che rimane valido e attuale nel breve video sulla Carovana qui allegato sia racchiuso proprio nel titolo:

«L’Europa riparte dal suo Sud»!

2 febbraio 2019.