Nelle nostre intenzioni, il Manifesto è una carta che esprime principi e valori che definiscono un nuovo concetto di cittadinanza e appartenenza alla regione. Questo vuole essere anche un progetto generativo che ispiri azioni volte a facilitare il dialogo e il dibattito nel bacino mediterraneo, per costruire uno spazio in cui le caratteristiche principali siano l’integrazione, la giustizia sociale, la giustizia ambientale, la democrazia partecipativa, la solidarietà sociale ed economica, la pace e la mutua comprensione.
Il Manifesto dovrebbe esser portato a termine attraverso un processo cittadino di ampia consultazione. Questa la ragione per cui presentiamo qui ciò che definiamo un “pre-Manifesto”, un testo breve e facilmente accessibile che si focalizza sui principi fondamentali che vogliamo difendere e sviluppare durante il processo consultivo.
Il “pre-Manifesto sarà discusso nell’ambito della comunità SABIRMAYDAN e in seguito presentato al pubblico di SABIRFEST2017. Dopo l’evento, una consultazione regionale pubblica verrà lanciata, con l’obiettivo di produrre un documento politico maggiormente elaborato e finalizzato all’incidenza politica, che chiameremo poi “Manifesto per la Cittadinanza Mediterranea”.
Il comitato editoriale è composto da: Fatima AL-IDRISSI, Said BAKKALY, Debora DEL PISTOIA, Mohamed LEGHTAS, Lidia LO SCHIAVO, Gianluca SOLERA, Igor STIKS, Nagwan AL-ASHWAL, Kais ZRIBA.
IL PRE MANIFESTO
In che cosa crediamo
Con questo documento vogliamo lanciare un dibattito sul futuro del Mediterraneo da affidare ai cittadini stessi, partendo da queste considerazioni:
1. Il crocevia dell’umanità Il Mediterraneo ha dato vita a lingue, religioni, sistemi filosofici e discipline scientifiche che hanno nutrito le civiltà emerse nella regione nel corso della storia. Ha rappresentato uno spazio privilegiato dove le culture dei popoli del Vicino Oriente, Nord Africa e Europa meridionale hanno potuto incontrarsi, mescolarsi e amalgamarsi. È stato infatti la culla delle prime società urbane nate ad Oriente, delle civiltà Greco-Romana, Giudeo-Cristiana e Musulmana, di periodi illuminati come il Rinascimento, e il luogo dove sono nate città cosmopolite come Alessandria o Tangeri, Costantinopoli/Istanbul, Salonicco o Dubrovnik. Il Mediterraneo è un crocevia, dove per millenni tutto si è condensato, arricchendolo: uomini, animali, beni, navi, idee, religioni, arti di vivere, e anche piante. Il Mediterraneo ha trovato la sua specificità nell’equilibrio, non essendo né troppo caldo né troppo freddo, nel mitigare e nel rimescolare, nel trasformare poli contrapposti in punti di giunzione, nel produrre bellezza dalla combinazione di diverse forme dell’abitare, di socializzazione e creazione, e nel resistere ai disastri circuendoli. Le narrative in circolazione che si basano sui concetti dell’inconciliabilità e dell’incompatibilità tra nazioni e culture possono essere facilmente rimesse in discussione se il mondo della scuola si impegna a far conoscere il vero volto del Mediterraneo quale crocevia di incontri e non di scontri, se il mondo della cultura si attiverà per esplorarlo, e se le istituzioni politiche decideranno di sostenerlo e di tutelarlo.
2. Spazio di scambio Il Mediterraneo è anche l’interfaccia per eccellenza di scambi economici e finanziari tra nazioni dei tre continenti, Africa, Europa e Asia. In questo spazio, imperi, regni e repubbliche hanno costruito reti commerciali transnazionali straordinariamente dinamiche, contribuendo così alla circolazione di beni e idee. Questi scambi hanno permesso e il transito di risorse materiali e immateriali tra le varie sponde del Mediterraneo, e hanno contributo enormemente allo sviluppo economico, sociale e culturale non solo delle popolazioni costiere e dei loro vicini continentali, ma anche del resto dell’umanità. (more…)