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Giornata internazionale del Mediterraneo: annunciati i risultati delle elezioni di Maydan

Archivio recuperato. Date, età, incarichi e annunci si riferiscono alla pubblicazione originale, non a un aggiornamento attuale.

Mentre i ministri e i responsabili delle politiche dell’Unione per il Mediterraneo hanno appena concluso la riunione tenutasi ieri «virtualmente» a Barcellona per commemorare i 25 anni della Dichiarazione di Barcellona — un processo avviato nel 1995 per rafforzare le relazioni tra l’Europa e i paesi del Mediterraneo meridionale — Maydan annuncia il nuovo consiglio direttivo, che nei prossimi due anni lavorerà per un destino comune e un’idea di cittadinanza mediterranea.

Lo annunciamo oggi, 28 novembre, anche perché questa data è stata proclamata «Giornata internazionale del Mediterraneo», da celebrare d’ora in avanti ogni anno per favorire un’identità mediterranea comune, promuovendo gli scambi interculturali e accogliendo la diversità della regione.

Siamo lieti che la partecipazione al voto sia stata eccezionale: ha votato oltre il 90% dei soci aventi diritto. Un coinvolgimento che promette maggiore collaborazione tra il consiglio e i soci di Maydan. Ecco, in ordine alfabetico, le persone elette attraverso il voto online, che consentiva a ogni elettore di scegliere fino a nove candidati:

Lisa Ariemma è giornalista, ricercatrice, educatrice e attivista. Si occupa in particolare di cittadinanza partecipativa, democrazia attiva e migrazioni. Ha ideato e tenuto corsi sul dialogo interculturale e sul multiculturalismo e ha pubblicato su riviste accademiche sottoposte a revisione paritaria, quotidiani, riviste online e blog. Come attivista e ricercatrice indipendente ha partecipato a conferenze, incontri e festival culturali in Europa, Nord America e Medio Oriente. Divide il proprio tempo tra Meana di Susa, in Italia, e Toronto, in Canada, ma si considera cittadina del mondo.

Fatima Idriss è direttrice generale di Tadamon, il Consiglio multiculturale egiziano per i rifugiati. Ha gestito diversi progetti a sostegno di migranti e rifugiati in Egitto, attraverso linee di assistenza, programmi di prossimità e microfinanziamenti. Lavora nel campo dei diritti umani in Egitto dal 2001, collaborando con organizzazioni internazionali quali Save the Children, CARE e GIZ. Ha sostenuto la mobilitazione e le iniziative delle comunità, coinvolgendo le persone nell’individuazione delle priorità, delle risorse e dei bisogni collettivi: un percorso per sviluppare un senso di responsabilità e appartenenza, passare dalla condizione di vittima a quella di «cittadino attivo» e proporre soluzioni che promuovano partecipazione, buon governo, responsabilità e dialogo comunitario. Originaria dell’Alto Egitto, sostiene e affianca l’attuale movimento sudanese per la democrazia.

Mohaned Krema rappresenta la sponda meridionale del Mediterraneo e un paese profondamente segnato dalle politiche della regione. È un attivista e operatore umanitario libico di 26 anni, che ha dedicato gran parte della propria vita al servizio della sua comunità e di altre. Attivo e tenace, ama raggiungere gli obiettivi di lavoro e costruire le cose da zero. Sul piano professionale ha contribuito a realizzare nuovi progetti: la creazione del Centro media della Mezzaluna Rossa libica ad Azzawiya, che ha avuto un grande impatto positivo sulla reputazione dell’organizzazione, e il sostegno al gruppo di gestione dei siti del Danish Refugee Council (DRC), aiutandolo a raggiungere gli obiettivi in breve tempo, quando tutti ne prevedevano il fallimento. Ha inoltre contribuito a creare un nuovo approccio alla comunicazione nell’ambito delle iniziative dell’OIM e attualmente è responsabile della comunicazione sul campo per il CICR.

Ali Nasser è un avvocato per i diritti umani, laureato alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Aleppo nel 1997. Nel 2012 ha aderito alla Lega siriana degli avvocati liberi, che riunisce avvocati sostenitori della rivoluzione siriana del 2011, e ha cofondato il Comitato per l’amministrazione della giustizia nella città liberata di Aleppo, per il quale ha lavorato fino al 2013. Nel 2015, dopo l’aggressione militare del regime, sostenuto dalla Russia, contro la città autonoma di Aleppo, è fuggito in Germania. Vive attualmente con la famiglia in Assia. Ha partecipato a conferenze sui diritti umani e sulla Siria in Turchia, Germania e Italia. Scrive articoli sulle questioni sociali e politiche siriane.

Maria Peteinaki è architetta, laureata al Politecnico di Atene, e lavora nel settore dal 2004. Nel 2006 ha cofondato lo studio di architettura Oddworks e successivamente ATAthens, un collettivo impegnato a creare nuove narrazioni su Atene e a rafforzare le comunità locali. Di recente il suo studio è diventato ECUAL, un laboratorio collaborativo dedicato a soluzioni ecologiche per l’architettura e la città. È politicamente attiva dal 2009, in iniziative locali di base e nel Partito dei Verdi, di cui è stata coportavoce in Grecia, componente del consiglio del partito europeo e candidata alle elezioni europee.

Francesca R. Piro è medico anatomopatologo e promotrice culturale. Lavora nella sanità pubblica da oltre vent’anni, dividendo il proprio tempo tra la professione e gli interessi e gli impegni nella cultura, nell’ambiente e nei diritti civili. È cofondatrice di Progetto Mediterranea, una spedizione nautica, culturale e scientifica nel Mediterraneo, con cui naviga per lunghi periodi dell’anno alla ricerca di un pensiero e di un’identità mediterranei. Nel 2015 ha inoltre fondato La Linea d’Ombra.Roma, uno spazio culturale indipendente, luogo d’incontro e di confronto tra scrittori, artisti e intellettuali.

Montassir Sakhi è originario del Marocco e vive in Francia. Insegna antropologia e sociologia all’Università di Rouen-Normandie. La sua tesi di antropologia si intitolava «Discorsi e controdiscorsi del jihad: Siria, Iraq, Francia». Le sue ricerche attuali riguardano l’antropologia della violenza e delle religioni, le guerre e le organizzazioni statali contemporanee, le rivoluzioni e i movimenti sociali in Nord Africa e Medio Oriente. Ha partecipato a SabirFest e desidera contribuire alle prossime fasi di sviluppo di Maydan, in particolare lavorando al Manifesto e con contributi editoriali.

Giovanni Serra è responsabile di diverse organizzazioni italiane del terzo settore, con ruoli gestionali, direttivi, tecnici e imprenditoriali, a livello nazionale e locale. Si occupa soprattutto di promozione del volontariato, gestione di imprese sociali, inserimento lavorativo di persone socialmente svantaggiate e formazione dei dirigenti. Ha promosso scambi giovanili internazionali ed è stato per cinque anni membro del Comitato esecutivo della Rete italiana per il dialogo euromediterraneo.

Gianluca Solera è attivista e scrittore. Militante della prima ora nel movimento verde italiano, ha studiato pianificazione territoriale e urbanistica. Ha trascorso dieci anni come consigliere politico dei Verdi al Parlamento europeo, otto come coordinatore delle reti della società civile della Fondazione Anna Lindh per il dialogo tra le culture e quattro occupandosi di progetti di democrazia e partecipazione presso l’ONG COSPE. Il suo libro più recente è Citizen Activism and Mediterranean Identity. Beyond Eurocentrism. Attualmente collabora con Particip GmbH su società civile e diritti e dirige il programma Med Dialogue for Rights & Equality.

Ci attendono altri due anni di energia, impegno e idee per progettare e realizzare iniziative in linea con la visione di Maydan, anche alla luce delle sfide affrontate e delle lezioni apprese con la pandemia di Covid-19.

In solidarietà,
Il gruppo Maydan