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Nel suo libro del 2018 «The Lies that Bind: Rethinking Identity»[1], il filosofo Kwame Anthony Appiah esamina il modo in cui le narrazioni plasmano il nostro senso di identità e appartenenza, ma possono anche nutrirsi di presupposti erronei che diventano nemici della solidarietà umana, provocando guerre devastanti e alimentando apocalissi contemporanee. Sostiene infatti che a unire gruppi di persone siano talvolta menzogne e idee sbagliate. L’identità dominante, costruita su narrazioni false, diventa autorità, mentre le identità subordinate sono destinate all’oppressione o all’invisibilità.