Nell’ultimo decennio, le nazioni e i territori mediterranei sono stati al centro di molteplici lotte sociali. Ciò nonostante, le richieste di coloro che hanno manifestato numerosi contro i vecchi regimi della regione, così come contro sistemi socio-economici ingiusti e misure di austerità, sono state spesso tradite, e la mancanza di opportunità e di prospettive su entrambe le sponde ha allargato il divario tra istituzioni e giovani generazioni, che hanno ormai perso fiducia nel sistema politico e che si sentono private del proprio futuro.
La crisi ha anche esacerbato il processo di stigmatizzazione dei migranti, il cui flusso si è incrementato sia a causa delle guerre civili in Libia e Siria, che del deterioramento delle condizioni di molti Stati africani. D’altro lato, molti gruppi sociali e politici, così come individui, si stanno riorganizzando in entità identitarie, ispirate da nazionalismo, autoritarismo e omogeneità religiosa e culturale; oppure stanno cercando la propria redenzione personale e sociale attraverso la lotta armata. Questa situazione sta mettendo a rischio la cooperazione, il concetto stesso di cittadinanza, e l’idea di appartenenza culturale e geografica alla regione.
In quanto donne e uomini del Mediterraneo, legati ai diritti umani e alla giustizia sociale, preoccupati per l’eredità culturale e ambientale della regione, e impegnati per un futuro condiviso nel Mediterraneo:
A. Abbiamo tratto insegnamenti positivi e negativi dalle rivolte e dalle proteste sociali avviatesi contro le politiche di austerità, la mercificazione dei beni pubblici e il degrado dei diritti sociali in molti paesi europei, estesesi poi alla maggioranza dei paesi della riva sud del Mediterraneo, e improvvisamente diffusesi in tutta la regione – e abbiamo guardato con solidarietà ai nuovi gruppi politici, le cui piattaforme rivendicative si basavano sui movimenti anti-austerità del 2008 e le rivendicazioni dei movimenti rivoluzionari del 2011;
B. Siamo ispirati dal Manifesto di Ventotene del 1941, scritto da un gruppo di militanti e intellettuali antifascisti il cui obiettivo era un’Europa libera e unita; quel manifesto rappresentò la fonte di ispirazione dei popoli europei in lotta contro Fascismo e Nazismo nell’immaginare un progetto di integrazione europea;
C. Guardiamo con attenzione alla Carta di Porto Alegre, il testo fondante del Forum Sociale Mondiale, che ha stimolato la nascita di forti movimenti sociali e delle società civili nella regione, e che costituisce la piattaforma del movimento anti-globalizzazione, mobilitatosi contro lo sfruttamento economico e il colonialismo.

  • SCOPI DELL’ASSOCIAZIONE
    L’Associazione non ha fini di lucro, e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, mediante lo svolgimento in favore (dei propri associati, di loro familiari o di terzi di una o più delle seguenti attività di interesse generale, avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei/lle propri/e associati/e:

    1. promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici;
    2. promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata;
    3. cooperazione allo sviluppo, ai sensi della legge 11 agosto 2014, n. 125, e successive modificazioni;
    4. organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di particolare interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui al
    presente Statuto;
    5. ricerca scientifica di particolare interesse sociale.

    Tali attività sono orientate esplicitamente a promuovere i diritti, la libertà e il rispetto mutuo tra i popoli e le nazioni del Mediterraneo, in particolare attraverso:
    • lo sviluppo della conoscenza e della cultura dei popoli e delle nazioni del Mediterraneo tra gli associati;
    • la promozione dell’attivismo di cittadinanza;
    • l’incoraggiamento di iniziative per la democrazia, i diritti, le libertà, la dignità umana e il rispetto mutuo nel Mediterraneo;
    • lo scambio delle reciproche esperienze, competenze e idee per l’espressione culturale e i diritti di cittadinanza nel Mediterraneo;
    • lo svolgimento di attività sociali, politiche e culturali in Italia e all’estero;
    • la promozione di iniziative destinate all’approfondimento dei temi di cui sopra.